A Chiasso va in mostra un genio del design: Achille Castiglioni

In occasione del centenario della nascita, la mostra celebra un grande protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, Achille Castiglioni, che ha realizzato oltre 150 oggetti di design e ben 484 allestimenti. L’esposizione si concentra sulla grande capacità di regìa che emerge nel lavoro di Castiglioni. Schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, oggetti originali e prototipi mettono in evidenza la perfetta combinazione di semplicità e ironia che caratterizzala profondità delle sue idee e la sua abilità nel costruire spazi in stretta collaborazione con i graphic designer, in particolare con lo svizzero Max Huber.

Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni, Sella (sgabello), 1957, pelle, alluminio, ferro fuso, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni

Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni, Sella (sgabello), 1957, pelle, alluminio, ferro fuso, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni

 

Protagonista della stagione d’oro del design degli anni Sessanta, Achille Castiglioni realizza nella sua intensa attività professionale ben 484 allestimenti e più di 150 oggetti, tra i quali si annoverano vere e proprie icone della cultura del design.

La mostra fornisce anche l’occasione per ricordare la stretta amicizia che legava Achille Castiglioni al graphic designer svizzero Max Huber (1919–1992), ripercorrendo attraverso “l’alfabeto” allestitivo di Castiglioni i tanti progetti realizzati insieme.

Il fuori scala, la cinetica, l’allegoria, la sequenza, il ready made, il segno grafico sono solo alcuni degli elementi chiave, ricorrenti nei suoi progetti, che saranno messi in luce nel percorso espositivo.

Dagli allestimenti dei padiglioni della Rai, dell’Eni, di Montecatini per manifestazioni fieristiche, ai progetti per la cultura, per l’innovazione e per l’esposizione dei prodotti, emerge chiaramente la figura di Achille Castiglioni, capace di concepire la messa in scena come una regìa. Ogni elemento è studiato, ogni peso calibrato, il ritmo modulato; tutto è reso in funzione dell’allestimento, che si struttura come un dinamico racconto per immagini.

Unendo la sperimentazione alla razionalità, Achille Castiglioni riesce a combinare semplicità e ironia con l’attenzione per l’utilizzo della tecnologia e dei nuovi materiali. I suoi progetti sono “atemporali”, ovvero sono capaci di vivere una continua attualità nelle diverse fasi storiche.

Achille Castiglioni – Max Huber, Rekord (orologio) per Alessi, 1989 (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni © 2018, ProLitteris, Zurich

Achille Castiglioni – Max Huber, Rekord (orologio) per Alessi, 1989 (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni © 2018, ProLitteris, Zurich

L’esposizione al m.a.x. museo di Chiasso ricostruisce la storia visiva del concepimento delle idee di Castiglioni, leggibile attraverso schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, prototipi e oggetti originali nell’ambito della sua attività, grazie alla collaborazione con Antonella Gornati che gestisce l’Archivio della Fondazione Achille Castiglioni con Carlo e Giovanna Castiglioni.

Intervallano la mostra alcuni episodi di design in cui fanno la loro comparsa la lampada Arco, Aoy, Noce e la Gibigiana, il sedile da giardino Allunaggio, gli sgabelli Mezzadro e Sella, le posate Dry, gli orologi Wall Clock e Rekord e altri oggetti che ben esprimono l’atteggiamento del grande maestro, capace di guardare alle cose in modo sempre unico, traducendo nel campo del design i concetti sperimentati in ambito allestitivo.

Oltre alla “storia della grafica” e dell’allestimento, la mostra racconta anche le vicende di una Milano imprenditoriale, nel mutare dei consumi e delle relazioni internazionali della città.

Il panorama artistico e culturale si completa con l’importante contributo di più di venti grafici e illustratori di fama mondiale, tra cui Pierluigi Cerri, Milton Glaser, Aoi Huber Kono, Emiliano Ponzi, Guido Scarabottolo, Heinz Waibl, per l’occasione chiamati a realizzare ciascuno un manifesto grafico che traduca la genialità e fantasia rigorosa del progettista milanese.

Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni, Mezzadro (sgabello), 1957, stelo in acciaio cromato, sedile da trattore in metallo laccato, poggiapiedi in faggio essiccato artificialmente, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni

Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni, Mezzadro (sgabello), 1957, stelo in acciaio cromato, sedile da trattore in metallo laccato, poggiapiedi in faggio essiccato artificialmente, prodotto da Zanotta (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni

Mostra ACHILLE CASTIGLIONI (1918–2002)
VISIONARIO
L’alfabeto allestitivo di un designer regista
Dal 31 maggio al 23 settembre
m.a.x. museo
Via Dante Alighieri 6, Chiasso (Svizzera)
Orari
martedì–domenica, ore 10.00–12.00 e 14.00–18.00
lunedì chiuso

Chiusura estiva m.a.x. museo
da lunedì 30 luglio a lunedì 20 agosto 2018 compresi

Informazioni
t +41 58 122 42 52, info@maxmuseo.ch, www.centroculturalechiasso.ch

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