A Folgaria la conquista dello spazio raccontata dalle figurine

Il 4 ottobre del 1957 aveniva il lancio del primo satellite artificiale da parte dell’Unione Sovietica, lo Sputnik. Un avvenimento che segnerà l’inizio dell’era spaziale; un fatto che stravolge gli scenari internazionali in un momento storico in cui la conquista dello Spazio è oggetto di un’accesa competizione tra Unione Sovietica e Stati Uniti.

A sessant’anni da quel primo passo verso lo sconfinato altrove dell’universo, si inaugura sabato 22 luglio a Folgaria in Trentino (ore 18) una mostra dal titolo “La conquista dello Spazio nelle figurine Panini”, un percorso espositivo che funge da anteprima del cartellone di incontri culturali sul tema della geopolitica che si svolgeranno in agosto a Base Tuono, l’ex base missilistica nel comune di Folgaria al confine tra Trentino e Veneto, dove ancora oggi svettano sul fondale di conifere tre missili Nike-Hercules.

Un luogo-memoria della Guerra fredda a 1600 metri d’altitudine, il quale alla ricerca e al progresso in ambito spaziale ha impresso un’accelerazione poderosa. Capire come dall’ossessione dei confini di allora, lo spazio sia diventato motivo di incontri internazionali tra astronauti e ricercatori che pensano più all’infinito universo e all’utilità collettiva di certe scoperte che alla paranoia del nemico, sarà il tema affrontato da Giovanni Caprara il giorno di apertura della mostra, prima dall’hangar di Base Tuono con una visita guidata e poi in una conferenza dal titolo “1957, un passo nell’altrove.

Dall’ossessione dei confini, all’infinito universo” a Maso Spilzi il giorno dell’apertura della mostra. Un percorso di conquista quello dello spazio che nei decenni successivi al 1957 ha compiuto passi di incredibile portata, dall’allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969 alle missioni di esplorazione di Marte con i rover Spirit e Opportunity nel 2003 e Curiosity nel 2011, fino alle più recenti missioni, che disegnano per l’Universo scenari da fantascienza, inimmaginabili solo pochi anni fa e che il giornalista Giovanni Caprara racconta in un’intervista presente in mostra.

Sarà poi la voce autorevole di Demetrio Volcic nel corso dell’appuntamento di agosto a raccontare gli scenari della “sua Russia”. La voce narrante, insieme alle immagini di repertorio della NASA che di fatto ci proiettano nei paesaggi lunari e extraterresti, sarà in compagnia di una moltitudine di figurine colorate, le stesse che nel 1973 andavano a ruba nelle edicole, ricercatissime da ragazzini e da adulti intenti a comporre l’album che l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini aveva deciso di dedicare alla conquista dello Spazio. Una scelta che tiene insieme stupore, bellezza iconografica e cultura divulgativa su un tema non semplice. La scelta è di proporre un approccio comprensibile a tutti, dunque popolare, come sono le figurine PANINI, che ognuno di noi per qualche propria passione ha avuto in tasca.

È significativo che nel 1973 la casa editrice modenese decida di dedicare alla conquista dello Spazio un album, segno del grande interesse di quegli anni per l’esplorazione di quel nuovo altrove. Quale sentimento affiora spontaneo ogni qualvolta lo sguardo si volge all’insù all’infinito universo? Stupore per ciò che si spalanca e non si chiude, per ciò che si rivela e non si riesce a comprendere, per ciò che rimane misterioso. Ma come raccontare questo stupore dal punto di vista di chi ha cercato di conquistarlo, di studiarlo scientificamente, di comprenderlo nella sua parte materica e poi di attraversarlo, di entrarci dentro? La mostra “La conquista dello spazio nelle figurine Panini” racconta una storia dove immagini e testi cavalcano insieme in un gioco di alternanza tra visione e comprensione.

In mostra a Maso Spilzi di Folgaria si passerà dalle tante “ali” dei precursori della conquista dello Spazio, fino al decollo dei missili spaziali per raggiungere la quiete del galleggiamento nell’infinito Universo.
mostra “La conquista dello Spazio nelle figurine Panini”

dal 22 luglio

maso Spilzi, Folgaria (TN)

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