Aleksandr Nevskij e musiche di Prokof’ev. Cinema e classica all’Auditorium di Milano 

Musica classica (eseguita dall’orchestra) e uno storico film che scorre sugli schermi. Comincia con un grande classico della filmografia russa la lunga “stagione cinematografica” de laVerdi di Milano che, nel corso del 2016, offrirà al pubblico dell’Auditorium la visione di numerose pellicole di successo di varie epoche, accompagnate dall’esecuzione in sincrono delle colonne sonore.

Domenica 24 gennaio (ore 16.00) le epiche immagini nell’intramontabile e folgorante “bianco e nero” di Aleksandr Nevskij, diretto nel 1938 da Sergej Èjzenštejn – autore de La corazzata Potëmkin (1925), Ottobre (1928) e Ivan il Terribile (1944) – sfileranno sul grande schermo dell’Auditorium di Milano, accompagnate dalle musiche che Sergej Prokof’ev scrisse appositamente, eseguite dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. La straordinaria occasione vedrà il ritorno sul podio di largo Mahler di Giuseppe Grazioli, specialista e studioso di musiche per film.

La pellicola (durata 111 minuti), prodotto dell’attività propagandistica sovietica in chiave antinazista, racconta le gesta del principe Aleksandr Nevskij, vissuto nel XIII secolo e impegnato a contrastare gli attacchi al territorio russo dei Mongoli a Est e dei Cavalieri Teutonici a Ovest, entrato ben presto nell’empireo degli eroi nazionali russi.

Il film, fortemente scenografico e di grande impatto visivo (indimenticabili le sequenze della battaglia sul lago ghiacciato dei Ciudi), esalta le mirabili capacità tecniche del regista, sia per l’uso innovativo del montaggio che per la composizione formale dell’immagine; caratteristiche amplificate, raccordate e amalgamate dalle splendide musiche di Prokof’ev.

 
Programma

Èjzenštejn, Prokof’ev e Aleksandr Nevskij

Quando il regista Sergej Èjzenštejn e il compositore Sergej Prokof’ev si incontrarono nel maggio 1938, erano già famosi in tutto il mondo. Ma la loro collaborazione nel film Aleksandr Nevskij aggiunse certamente una nuova dimensione alla loro reputazione: quella di essere stati i “sensali” per le prime grandi nozze tra musica e immagini visive all’interno di un film.

Il quarantasettenne Prokof’ev era rientrato in Russia due anni prima, nel 1936, dopo 18 anni trascorsi all’estero, soprattutto tra gli Stati Uniti e Parigi. Benchè si fosse già guadagnato in patria il “titolo” di enfant terrible della musica moderna fin dai tempi della sua partenza nel ’18, la definitiva affermazione internazionale fu conclamata grazie a molte opere scritte proprio durante gli anni dell’auto-imposto esilio in Occidente. Per contro, rientrato in Russia, la sua fama languiva: Prokof’ev aveva bisogno un’opportunità, un’occasione sia per imporsi all’attenzione del popolo russo sia per dare soddisfazione al regime sovietico, che intanto aveva fatto partire le famose “purghe” nei confronti del mondo dell’arte e degli artisti. Ecco dunque che, quando Èjzenštejn lo invitò a scrivere le musiche per un nuovo film patriottico – Alexander Nevsky appunto – il compositore fu entusiasta di poter lavorare ancora per realizzare una colonna sonora (la prima risaliva al 1933), e questa volta nientemeno che con il leggendario Èjzenštejn. Quest’ultimo, dopo aver raccolto importanti successi con diversi film realizzati tra il 1924 e il 1929, ottenne un’aspettativa per viaggiare fuori dai confini nazionali. Durante questa parentesi all’estero, ebbe modo di “immergersi” negli establishment della produzione cinematografica sia ad Hollywood che in Europa, raffinando così le proprie teorie sull’arte e l’estetica applicate al cinema.

Del resto, quando rientrò in Russia nel 1932 molti cambiamenti erano sopravvenuti, compreso quello riguardante l’industria cinematograficacdel suo Paese, diventata nel frattempo un ben organizzato braccio dello stato, al punto che per il successivo lustro il tanto apprezzato e famoso regista fu considerato alla stregua di un reietto emarginato. Ecco perchè ebbe un’iniziale – sia pur debole – esitazione quando fu contattato dal regime nel 1937 per realizzare un film sull’eroe nazionale Aleksandr Nevskij, tenendo bene in mente la natura propagandistica dell’opera rispetto alla minaccia rappresentata dalla Germania nazista. Ma fu altrettanto pronto a coinvolgere Prokof’ev nel progetto. Il compositore aveva studiato gli esempi di musica medievale che il regista gli aveva mandato ancor prima del loro primo incontro, e in breve i due decisero insieme cosa avrebbe potuto funzionare nel contesto del film: le differenze tra Russi e Cavalieri Teutonici; eventuali distorsioni dei suoni per le scene di battaglia; e ancora se la musica piuttosto che l’immagine dovessero introdurre una determinata scena.

Èjzenštejn e Prokof’ev impiegarono diversi metodi per orchestrare le immagini. A volte la partitura anticipava la sceneggiatura, che veniva poi adattata ai ritmi musicali; a volte invece succedeva il contrario, senza seguire dunque una traccia precostituita.

Il film venne accolto fin dalla prima (1 dicembre 1938) con grande successo. E Prokof’ev, da parte sua, non perse tempo ad adattare la colonna sonora a una versione concertistica che debuttò il marzo successivo.

 

 
STAGIONE SINFONICA 2016

Aleksandr Nevskij:

al cinema con laVerdi

L’epico film di Sergej Èjzenštejn sul grande schermo dell’Auditorium, con la colonna sonora di Sergej Prokof’ev eseguita in sincrono dall’Orchestra Sinfonica di Milano, diretta da Giuseppe Grazioli

 

venerdì 22 e domenica 24 gennaio
Auditorium di Milano, largo Mahler
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Giuseppe Grazioli
www.laverdi.org

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