Il punk invade Modena (parliamo di manifesti però)

A loro non importava la musica (pochi accordi e molti watt). Il messaggio arrivava da altre parti. Dalla grafica per esempio il messaggio del punk, ed è di loro che stiamo parlando, dalla grafica invece sì. Eccome. un certo ti po di estetica volutamente provvisoria, puntata sulla rielaborazione del concetto di ciclostile (per volantini dei concerti, ma anche nelle copertine dei dischi, delle fanzine), una revisione particolare dell’idea che sottente a gran parte dei lavori della pop art. Ma con tutt’altro valore.
Proprio al re della grafica del movimento punk, all’uomo che contribuì al successo dei Sex pistols, Jamie Reid, la Galleria civica di Modena dedica una bella rassegna, in cartellone sino al prossimo gennaio.

“Jamie Reid. Ragged Kingdom” è la mostra dedicata all’artista britannico legato al Situazionismo e ai movimenti anarchici, inventore della grafica dei Sex Pistols, per i quali dette vita a immagini radicalmente rivoluzionarie, divenute simbolo della prima ondata del punk inglese.

Realizzata in collaborazione con la Isis Gallery di Brighton, con la partecipazione di ONO arte contemporanea, la mostra, sponsorizzata da Gruppo Hera, è inserita nel programma di eventi del festivalfilosofia, il cui tema, quest’anno, è stato individuato nel concetto di “gloria”.
Il lavoro di Reid sovverte ogni gerarchia e ogni regola e spesso si esprime attraverso il ribaltamento dei piani, lo sberleffo sistematico, la smitizzazione. La regina d’Inghilterra con le svastiche sugli occhi, la Union Jack con le spille da balia e la scritta “Anarchy in the U.K.” sono tra le più celebri icone di un periodo che vide la convivenza di profonde e radicali istanze di rinnovamento sociale con la “più grande truffa del Rock and Roll”.

Disegni, dipinti, collage, fotografie sono esposti per raccontare i migliori esiti del talento di un artista da sempre contrario al potere costituito, che ha aperto nuove strade nel mondo dell’immagine e della comunicazione.
La sala principale di Palazzo Santa Margherita ospiterà la grande installazione che dà anche il titolo alla mostra (“Ragged Kingdom”) composta da alcuni tepee indiani – figure di accoglienza, rifugio, protezione, dunque di pace e dialogo – dipinti dall’artista, all’interno dei quali ciascun visitatore troverà una pila di fogli stampati con cui potrà costruirsi il proprio personale “catalogo” della mostra.

Al piano superiore invece circa sessanta disegni, dipinti, collage, grafiche, progetti, fotografie che raccontano in sintesi la carriera artistica di Reid a partire dagli esordi, durante i quali elabora lo stile e alcune immagini – si pensi agli autobus con destinazione “Nowhere” – che confluiranno poi nell’iconografia punk, per soffermarsi più approfonditamente sul periodo strettamente connesso con i Sex Pistols. Di questa intensa attività, durata dal 1976 al 1980, sono presenti in mostra una trentina di lavori, compreso un collage di quasi 8 metri di lunghezza (“Mural”), che ne rappresenta una vera e propria summa. Non manca una selezionata scelta di opere più recenti, nelle quali alle tematiche anarchiche e situazioniste si affiancano motivi legati a un universo magico e sciamanico molto caro all’artista espresso attraverso simboli cosmologici, druidici, esoterici
Alla mostra si accompagna un progetto di crowdfunding, il sistema di finanziamento collettivo che mobilita persone e risorse a sostegno di un’idea. Per contribuire occorre collegarsi al sito www.com-unity.it, previa iscrizione gratuita.

 

mostra JAMIE REID, RAGGED KINGDOM
12 settembre 2014-6 gennaio 2015
Galleria civica di Modena,
Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103
Modena
orari mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 15.00-18.00; sabato, domenica e festivi 10.30-19.00. Lunedì e martedì chiuso
apertura straordinaria in occasione del festivalfilosofia
venerdì 12 settembre apertura dalle 9.00 alle 23.00, sabato 13 dalle 9.00 all’1.00, domenica 14 dalle 9.00 alle 21.00

ingresso gratuito

 

 

 

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